sabato 28 luglio 2012

Die Steuerung der Leidenschaften im Mittelalter







Für eine lange Zeit Leidenschaft hat als eine Verletzung nicht als ein starkes Engagement oder Überempfindlichkeit gesehen worden. Augustinus 'Reflexion stattfindet um die Begriffe Liebe, Leidenschaft, dilectio, voluptas Amicitia und als Orte, wo man nicht mehr sich selbst und lassen Sie das "Ausmaß" der göttlichen Ordnung. , Mit Ausnahme der Liebe Gottes, unbedingte, unausweichlich, ewig, und dass die Renditen Exzellenz und potentia. So lieben, aber auch die Angst vor dem Verlust, der appetitus und andere menschliche Tendenzen, aus dem Mais auftauchen wird, kann sich positiv annehmen und man kann auch sagen, dass die gleichen Caritas (im Gegensatz zu cupiditas Gegensatz) eine Form der Leidenschaft ist. Doch Leidenschaft ist von der Natur gegeben und beinhaltet die Beziehung zwischen dem Menschen und der Welt, und zwischen den Menschen und menschliche Gemeinschaften in Bezug auf die bestellte und geführt durch Gnade. Auch im Mittelalter (aber nach der Lehre von Cicero in De Amicitia erläutert wird), vor allem aber beginnt die Liebe zu sehen fast so heroisch durch die Uneigennützigkeit und Freigebigkeit des Liebhabers gebunden an die Tugend des Geliebten werden. Es gibt Fälle, die philosophische (verbunden mit der Liebe zu Heloise und Abaelard) oder Erzählung (im Zusammenhang mit dem Zyklus von Tristan) zu berücksichtigen. Die Leidenschaft ist also vor Aufregung erzählt, aber zur gleichen Zeit wie in keinem Zusammenhang mit den Banden der legitimen gesehen (wie in der Ehe, verteidigt von Augustinus theoretisch und praktisch von Justinian mit seinem Codex von 534). Doch ihre Liebe, mit der höfischen Dichtung, zeigt die Leidenschaft als weniger anfällig und mehr als Stärke. Bernhard von Clairvaux zeichnet sich als einer Neigung affectio aktiv und edles Herz an jemanden, der aus affectus leidet und verursacht Schmerzen. Die vier grundlegenden Leidenschaften sind Freude, Angst, Trauer und Liebe [7], aber es ist die Liebe, die in dem, was die klassische Trennung zwischen "heilig" und "profane" geworden gesehen wird. Trägt zu der Idee, was wir als "Leidenschaft", wie das Gefühl der Idee des Wahnsinns, wie es entwickelt wurde, wenn es von der Idee des Besitzes alten heiligen Rhetorik im Zusammenhang mit der Präsenz der Hexen entstanden und vom Teufel besessen zu ausgetrieben werden. Einer, der die Aktion von einem Dämon gelitten ist nun zur Beute des Teufels durch Bewegen der Seele und bricht ihr das Herz und Sinne von "verrückt" verleitete ihn aus dem richtigen Weg des Lebens. Die Leidenschaft ist so manisch, rasende Aufregung und Ekstase bis zum dauerhaften Verlust des Selbst. Diese Idee bildet die Erzählung Motor der Tragödie (sogar mehr als die alte, betrachten die elisabethanische) und die verschiedenen Spekulationen über die Sünde und ihre Strafe (mit dem Erscheinen der Antagonismus zwischen Leidenschaft und Inquisition). Irgendwie, daher wird eine Leidenschaft und didaktische Lehre, die Grenze zwischen der legalen und der illegalen, zwischen Pflicht und der libertären, zwischen Norm und Störung. Aus konzeptioneller Sicht ist es vereinfacht die Leidenschaft, immer orientiert an den guten oder bösen (und wenn, konjugiert an die Zukunft von Hoffnung oder Angst geführt).


Il controllo delle passioni nel Medioevo

Per lungo tempo la passione è stata vista come trasgressione più che come forte impegno o eccesso di sensibilità. La riflessione di Agostino si svolge intorno ai concetti di amor, passio, dilectio, voluptas e amicitia come luoghi in cui non si è più se stessi e si esce dalla "misura" dell'ordine divino. Fa eccezione naturalmente l'amore verso Dio, incondizionato, ineludibile, eterno e che restituisce eccellenza e potentia.
Dunque l'amore, ma anche la paura della perdita che si trasforma in appetitus e altre tendenze umane a uscire dal seminato, possono assumere un aspetto anche positivo e si può dire che la stessa caritas (opposta alla cupiditas) sia una forma di passione. E tuttavia la passione è data per natura e coinvolge le relazioni tra essere umano e mondo e tra essere umano e essere umano in termini di comunità ordinata e guidata dalla gratia.
Sempre nel medioevo (ma dopo la dottrina esposta da Cicerone nel De Amicitia), soprattutto l'amore comincia a essere visto quasi come eroico, tramite il disinteressamento e la generosità dell'amante legati alla virtù dell'amato. Sono casi da considerare quello filosofico (legato all'amore di Eloisa e Abelardo) o narrativo (legato al ciclo di Tristano). La passione viene dunque narrata con esaltazione, ma al contempo vista come estranea ai vincoli dell'amore legittimo (come nel matrimonio, difeso teoricamente da Agostino e praticamente da Giustiniano con il suo Codex del 534). E tuttavia proprio l'amore, con la poesia cortese, mostra la passione meno come fragilità e più come forza.
Bernardo di Chiaravalle distingue affectio come inclinazione attiva e nobile del cuore verso qualcuno da affectus che si subisce e crea dolore. Le quattro passioni fondamentali sono la gioia, la paura, la tristezza e l'amore[7], ma è soprattutto l'amore che viene visto in quella che diventerà la classica partizione tra "sacro" e "profano".
Contribuisce all'idea di ciò che chiamiamo "passione" inteso come sentimento anche l'idea di follia come si andò sviluppando quando si passava dall'idea antica di possessione sacra alla retorica legata alla presenza di streghe e posseduti dal demonio da esorcizzare. Colui che pativa l'azione di qualche demone è ora preda del diavolo che muovendo l'anima e straziando il cuore e i sensi del "folle" lo travia dal giusto corso della vita.
La passione è dunque mania, esaltazione frenetica, fino all'estasi e alla perdita definitiva di sé. Questa idea offre il motore narrativo alla tragedia (più ancora che quella antica si consideri quella elisabettiana) e alle varie speculazioni sul peccato e sulla sua punizione (con l'aspetto antagonistico tra passione e inquisizione). In qualche modo dunque la passione diventa didascalica e didattica, segnando il confine tra il lecito e l'illecito, tra il doveroso e il libertario, tra norma e perturbazione. Da un punto di vista concettuale la passione si semplifica, diventando orientata al bene o al male (e quando coniugata al futuro guidata dalla speranza o dalla paura).